La panchina sempre più corta

A.D. 2000

Gianni si siede sulla panchina, che è il luogo della pausa e del riposo; mentre si gode il sole del meriggio, ripensa a quando, proprio su quella panchina, cercava un modo per dire a Lilia che era innamorato di lei.. di colpo gli sovvengono le mani tremanti e la voce balbettante.. era da tanto che non ripensava a quell’amore acerbo, ma già intenso e appassionato e, confortato dalla bellezza dei ricordi, Gianni si riposa sfogliando il giornale.

A.D. 2020

La vita di Gianni, come quella di tutti, evolve tra fatica e soddisfazioni, più la prima che le seconde, ma comunque fila diritta e anche la panchina evolve, assumendo sempre più importanza, più spessore, più centralità: da semplice elemento di arredo urbano infatti, le panchine si prestano a ricoprire una funzione simbolica e memoriale. Mediante l’utilizzo di combinazioni di colori e materiali, le panchine vengono trasformate in simbolo e in determinati casi assumono addirittura un valore sia culturale, che morale; è così che, ad ognuna, in base al colore si attribuisce un significato ben preciso. Gianni le vede colorarsi e questa cosa, pur non dicendogli granchè, lo coglie mentre osserva gli anziani sedersi attorno alla panchina azzurra a discutere, immagina, di autismo o a quella gialla a interrogarsi sulla verità per Giulio Reggeni. A Gianni fa uno strano effetto notare che quegli anziani, che nonostante siedano sulla panchina viola della gentilezza, litighino, sproloqino e sputino a terra.

A.D. 2022

La Russia invade l’Ucraina e, nella sua cittadina, Gianni nota il moltiplicarsi delle panchine arcobaleno: è preoccupato Gianni, perchè dopo le drammatiche ripercussioni economiche del Covid19, lo scenario di una crisi mondiale è un terribile presagio.. in preda a questi cupi pensieri, Gianni avvicina un gruppo di tenaci sostenitori dell’azione i quali, armati di giornale e pennelli, gli spiegano che quelle panchine sono simbolo di fratellanza, tolleranza, ma soprattutto di Pace. Gianni quella mattina preferisce non comprare il giornale e iniziare a risparmiare qualche moneta..

A.D.2024

È sabato mattina e Gianni scende in piazza a comparare il giornale per poi dirigersi alle panchine a leggere. Il bel sole invernale scalda la gente e le sedute sono tutte occupate: unico spazio, una panchina arcobaleno un pò malconcia. Gianni fa spallucce e la punta e, mano a mano che si avvicina, nota che la vernice si è scrostata; delle tavole che ne compongono la seduta, ne è rimasta una soltanto. Si siede e, nonostante la scomodità, prova a sfogliare il giornale; giunto alla pagina sportiva, legge che la gara di ritorno della partita tra la Dinamo Kiev e la Lokomotiv Mosca è appesa a un filo: il tono del cronista descrive l’allenatore della Dinamo come profondamente scoraggiato perché quella su cui può contare è una panchina sempre più corta; nella foto, di spalla, l’allenatore in tuta verde militare parla in sala stampa e accusa la gente di non sostenere più come prima la squadra col suo tifo sfegatato e coi suoi bandieroni, mentre un giornalista lo incalza domandandogli se sia vero che molti suoi giocatori stiano disertando, rifiutandosi di mettere gli scarpini e scendere in campo.

Gianni chiude il giornale cercando di piegarne la natura ribelle che gli impedisce di tornare alla sua forma originale e se lo poggia sulle gambe; col volto scaldato dal tepore di mezzogiorno, Gianni pensa alla facilità con la quale ci infiammiamo per le cause più disparate, finendo sempre per trascurarle non appena la complessità ci annoia coi suoi distinguo, coi suoi se e i suoi allora.. la noia, il pericoloso tranello per la mente umana, che ama cibarsi di sempre nuove novità; è cosi che Gianni pensa al consumismo, al nostro modo stufarello di consumare gli oggetti così come le idee e di gettare tutto via prima ancora che perdano la loro utilità..

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